Eventi

11/02/2013

2013-02-11 - Sentenza del Consiglio di Stato


11 febbraio 2013


Cari Colleghi,
segnaliamo questa sentenza del Consiglio di Stato che ha dato ragione a una clinica privata che si era vista negare l'autorizzazione regionale per un ambulatorio. Se vale per un ambulatorio, può valere anche per uno studio professionale semplice od associato.

Sentenza N°550/2013 Reg. Prov. Coll. N°07322/2012
Consiglio Di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza)


Il Consiglio di Stato, rovesciando due sentenze del TAR Lazio ha dato ragione a una clinica privata, che, volendo aprire un nucleo per la cura dell’Alzheimer ed utilizzare i servizi diagnosi e cura ambulatoriali presenti, si era vista negare l’autorizzazione regionale, nonostante la già ottenuta valutazione positiva della ASL circa i requisiti strutturali ed organizzativi, esclusivamente per mancanza della valutazione del fabbisogno da parte della Regione stessa.

Il rilievo di questa sentenza risiede nel fatto che ribadisce definitivamente che la Regione ha potere di controllo, tramite le ASL, della sola presenza dei requisiti strutturali ed organizzativi, quando si parla di ambulatori privati non accreditati, e non deve rilasciare nessuna autorizzazione all’apertura.

Risulta evidente che questo, come del resto già ribadito dal Decreto del Commissario ad Acta Guzzanti nel 2009, debba essere applicato anche agli ambulatori odontoiatrici. Nella sentenza viene richiamata esplicitamente anche la segnalazione dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato (AGCOM), che nel 2011 ha rilevato come la politica della Regione Lazio in campo autorizzativo sanitario configuri un'alterazione del mercato, rendendo eccessivamente difficile l’ingresso di nuovi operatori (= apertura di nuovi studi), quando e nonostante non siano a carico del Servizio Sanitario Regionale.

Solamente volendo negare la realtà si può non vedere come questo concetto, se vale per un ambulatorio, debba essere ancor più evidente per uno studio professionale semplice od associato, il quale, non accreditato e non accreditabile, per la sua apertura deve aver bisogno di una semplice autodichiarazione circa la rispondenza ai requisiti strutturali ed organizzativi ed una successiva verifica dei documenti e della struttura mediante ispezione dell’unica autorità competente: la ASL.

Il nascondersi dietro un controllo preventivo dei documenti cartacei da parte della Regione per pretenderne l’invio è solo un voler burocraticamente provare a tenere in mano un piccolo potere senza nulla aggiungere alla reale sicurezza del paziente.


Giovanni Migliano


 


» Scarica la Sentenza in PDF